Tutto nasce nel momento in cui si raggiunge la consapevolezza della grandezza individuale.
Non tanto rivolta al mondo esteriore e quindi assoggettata ai dilemmi della mente, alla cecità ed all’errore, ma rivolta al proprio Sé superiore, nella sua reciprocità con quanto di immenso, infinito ed eterno ci circonda.
Perché noi veniamo dall’Universo, siamo sostenuti da esso, e lì dobbiamo tornare.
E ciò è vero per qualsiasi forma di vita, qualsiasi manifestazione del creato, in quanto plasmazione di energia primordiale e progetto divino.
Detto ciò è inequivocabile che volere il bene dell’universo, sia volere il nostro bene….e l’alimentazione è evidentemente il primo punto d’incontro con l’ambiente.
Perché nell’accezione noi siamo quel che mangiamo, il cui vero significato intrinseco è stato quanto mai distorto dal narcisismo edonistico della nostra società più commerciale, vi è la grande verità di quanto il cibo possa essere la nostra cura e fonte di gioia, ma d’altro canto, anche fonte di inquietudine e malessere.
La scelta alimentare indica il nostro livello di consapevolezza nel cammino di ricongiungimento alla verità assoluta, alla pura essenza, alla pura coscienza.
Yoga ed Ayurveda suggeriscono la scelta di una dieta che accresca sattva la qualità superiore di pace, amore e consapevolezza.
Per tanto la nostra alimentazione non può basarsi sulla sofferenza, poiché sofferenza non può che generare sofferenza, ma deve cedere il passo all’amore ed alla compassione.
Inoltre il nostro corpo è quello di un animale vegetariano che è per tanto in grado di sintetizzare tutti i nutrimenti, che sono racchiusi nei cibi vegetali, indispensabili all’accrescimento della nostra essenza e sensibilità.
Mangiare carne, al contrario, accrescerebbe in noi il fuoco, nonché gli istinti animali, reazioni quali rabbia, violenza, intolleranza, desideri smodati ed emozioni negative, generate dalla sofferenza che tali animali hanno subito in vita e dalla pesantezza del corpo astrale.
Da qui il vegetarianesimo ed il veganesimo, ancora più profondo, intransigente ed eticamente corretto che rifiuta qualsiasi forma di sfruttamento oltre l’uccisione di indifese creature.
Io sono vegetariana, per tanto mi nutro anche di formaggi e uova.
Però è fondamentale che i cibi siano il più possibile naturali, che siano cresciuti in armonia con la natura e su un buon terreno, maturati naturalmente, rispettati ed amati;
anche il latte…che sia delle mucche d’alpeggio, delle mucche libere di sdraiarsi in riva ad un ruscello a 1800mt appena fuori dalla loro tiepida malga;
…e le uova che siano di galline libere, felici d’esistere.
Inoltre bisogna rispettare la natura stessa dei cibi, cucinandoli amorevolmente e nel modo corretto perché i sapori ne vengano esaltati. L’amore che metteremo nella preparazione entrerà in noi come una brezza in riva al mare. L’amore e la gioia della preparazione saranno panacea del nostro cuore.
Purtroppo nell’era della fretta, della tecnologia, delle televisione, della massa, del caos, dei clacson, dell’inquinamento e della non naturalezza; il cibo è spesso scadente, di bassa qualità, industriale, preconfezionato, irradiato, geneticamente modificato, chimicamente fertilizzato… e solo per l’appagamento dell’occhio ed a danno della vera sostanza poiché produttore di tossine nuocerà alla gioia ed alla serenità.
Quindi si opta per una scelta il più possibile biologica.
Certo i ritmi della vita non permettono di fermarsi a coltivare e produrre con le nostre mani.
Personalmente l’unico prodotto industriale di cui mi nutro sono alcuni burger vegetali della Valsoia e della Soyasun. Ad oggi mi hanno dato solo grandissimo piacere ed ovviamente non avendo modo alcuno di verificare di persona, mi auguro in cuore che siano al meglio di quanto possano essere.
Benefici:
Da quando ho eliminato la carne dalla mia vita ho scoperto una profonda interiorità, una maggior tolleranza, una più radicata umanità.
Ho riscoperto il piacere delle cose semplici.
Ho imparato a sorridere di chi è oppresso dall’ego, di chi ha reso cieco il proprio Buddhi, di chi ha perso contatto con il proprio Sé, di chi non è più in grado di raggiungere Brahma. Ormai…
Io credo profondamente in questo percorso, in questo lungo cammino verso il sole eterno.
Ho imparato a gioire all’alba, ad assaporarmi i momenti, a volermi un po’ più bene, a cibarmi con gusto ed amorevolezza, a godermi ogni bracciata in vasca.
Certo le paure sono tante, le insicurezze, le indecisioni, la solitudine…perché ricercando l’illuminazione, accrescendo il mio Sattva ho scoperto che in te, che ora non sei più tu, era troppo Tamas, tanto da infiltrarsi in me e gettarmi nell’oscuro baratro delle NON vita.
Ho imparato a non criticare, a non guardare la mia esteriorità se non come riflesso della salute e della gioia della vera me.
Ho capito di volermi conquistare l’equilibrio perduto, il tempo per me stessa, il tempo per meditare, il tempo per l’olio di sesamo caldo, un posticino nell’universo che io venga cista oppure passi inosservata, che io condivida la mia esperienza terrena con qualcuno.. oppure no,.
Ho capito che ciò che conta nella vita non è il finito, ma l’infinito.
Ho capito che ciò che conta è la vita e non la NON vita.

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